Di incivili diritti civili e Di alcune proposte

Un pregiudizio di principio sul negoziato – come già detto – non ha ragione di essere. La mediazione è spesso l’unico modo per rimuovere obiettive situazioni di svantaggio. Affrontare un negoziato prevede, però, la verifica di alcune premesse: che ci siano due o più parti, cioè due centri di interesse, non solo in contrasto, ma motivate ad appianarlo con una contrattazione e, quindi, un reciproco riconoscimento, pur nell’ottica di rapporti di forza diversificati; che la mediazione non rappresenti la riduzione all’infimo di una delle due parti in questione; che la contrattazione non aggravi le condizioni dello svantaggio.

Nel momento in cui alcune donne lesbiche propongono una mobilitazione per il riconoscimento a lesbiche e omosessuali dei cosiddetti diritti civili, la richiesta non si pone come neutra, ma produce il suo senso. Implicito nella richiesta stessa. E’ come se dicessero: riconosciamo questo specifico ordinamento giuridico – e il discorso che lo sottende – come unico titolare all’elaborazione dei principi di libertà valevoli per tutti; i diritti cosiddetti civili corrispondono alla nostra concezione di convivenza sociale, al punto che deleghiamo alla legge di stabilire canoni relazionali entro i quali deve esprimersi la nostra sessualità; consideriamo che tutto ciò rappresenti un vantaggio, perchè ci stana dalle nostre postazioni minoritarie e mimetizzate e ci costringe ad uscire allo scoperto.

Forse non è casuale che un tale ragionamento, apparentemente lineare e semplificativo, non sia stato partorito prima. O che analoghe precedenti proposte siano state respinte.

Il problema non sta nel negoziato. Sta nei termini in cui viene ipotizzato.

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2 thoughts on “Di incivili diritti civili e Di alcune proposte

  1. Ricordavo i contenuti, non i dettagli del tuo intervento del 1997 in quell’indimenticabile – utopistico e quindi bellissimo nel suo essere sgangherato – Centro Femminista Separatista, così lontano dalla “Casa Internazionale delle Donne” di oggi. Sarà perché la radice rivoluzionaria che permeava le tue parole ha generato una becera “bagarre” che dura, purtroppo, ancora oggi. Una “bagarre” che non ha portato a nulla se non alla stanchezza di alcune per essere ancora ferme, minoritarie e con 16 anni in più.

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  2. la parità giuridica può convivere tranquillamente col rispetto delle differenze non solo tra donna e uomo, etero e gay ecc..ma anche tra le differenze tra i singoli facenti parte di questi gruppi

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