Perchè un blog

Il web è uno strumento, è una dimensione del possibile e, anche se veicola tante scemenze e volgarità, lascia di fatto spazio a oasi di riflessione complesse, spesso intriganti, supera i confini dell’appiattimento maggioritario rivelando la preziosità di certi scarti. Fuori dalla cosiddetta militanza attiva, per età, forse, o per noia, o per tutte e due, ritrovo negli scritti di donne, lesbiche e non, più o meno giovani, una tenace reazione all’ovvio e alla banalità, una passione determinata e un’ansia di giustizia che non accetta di spegnersi e mi conquista.

Conosco storie e pensieri di donne che qualcuna ha raccolto, anche da molto lontano, e mi arrivano dentro casa a disturbare i miei attacchi di rabbioso sterile pessimismo, insegnandomi a guardare anche con i loro occhi. Rimettere in circolo scritti, probabilmente superati, ma mai realmente discussi, riflette la mia voglia di comunicazione, la mia ostinata ricerca di un confronto, contraddittorio, forse spinoso, spesso scomodo, persino scandaloso, ma confronto.

Quello che manca, soprattutto, ad un Movimento LGTQ che sta utilizzando tutte le sue risorse per ridursi in un monolite granitico che ha pochi obiettivi – peraltro a volte sacrosanti – e quelli solo persegue, ignorando le analisi complesse sulle vite, sulle fantasie, sul mondo a propria dimensione, sulla legge a propria dimensione. Riflessioni che nascono – e io le incrocio soprattutto sul web – nei giovani gruppi queer, nelle aggregazioni lesbiche e gay locali, nelle università, negli incontri ristretti, nelle  purtroppo rare pubblicazioni. Ragionamenti che si danno uno spazio di respiro – che percepisco anche quando non li condivido ma che mi fanno riflettere – che non può essere ridotto negli angusti limiti di presunti diritti civili, ma parla di costruzione di mondo, smentendo le parole d’ordine artificialmente unitarie perché mai confrontate.

Sono convinta che l’unione faccia la forza ma l’unione per assimilazione o omologazione non mi sembra un obiettivo grandioso. Da qui questo blog, che spero possa essere utilizzato come “pratica di ricerca”.

All’amica che mi ha spinto in questa avventura, e che mi ha prestato la sua perizia tecnologica, il mio grazie.

Simonetta Spinelli

Sola, acrilico su tela, 60 x 80, 2004

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“Sola” di Pina Nuzzo, 2004 acrilico su tela, 60×80, l’immagine del top:dettaglio di un’opera di Zheng Rong